La molecola che legge al buio, agendo sui meccanismi biologici
Si è sempre risaputo che la pelle muti i ritmi metabolici a seconda dei momenti del giorno e più precisamente, nello stato di veglia e in quello del sonno; ma ultimamente, da uno studio recente condotto dalla biologa e farmacologa Elena Oancea della Brown University (USA) si è scoperto che la rodopsina, sostanza che permette la visione in bianco e nero, non sia presente solo nella retina dell'occhio ma anche nella pelle. La rodopsina in questo caso, avrebbe anche il compito di percepire i raggi Uva e avviare così, il processo di sintesi della melanina. Questa scoperta cambierebbe il futuro delle creme per la notte, in quanto fino ad oggi si basavano sui ritmi dell'orologio biologico del nostro corpo. Durante il riposo notturno e in assenza di luce, la pelle attiva tutti i naturali meccanismi; dall'autoriparazione al rinnovamento cellulare e la funzione della barriera sulla pelle è lievemente più debole, quindi facilitando la penetrazione dei prodotti cosmetici. Ecco perché nel prossimo futuro verranno prodotte una serie di creme contenenti questa sostanza. Già ora, esiste un siero "notturno" della Collistar che agisce a "tempo". Prima, esfolia la pelle, rinforzando un processo che tende a rallentarsi durante la notte e di seguito un secondo processo, da parte di sostanze anti-età che sono agevolate nel processo di propenetrazione sottocutanea.
( chimicamente, la rodopsina è costituita da una proteina chiamata opsina e da un derivato della vitamina A, l'11-cis-retinaldeide, che quando assorbe la luce si trasforma in trans-retinaldeide e dopodiché si dissocia dall'opsina. La rodopsina viene costantemente rigenerata dall'intervento di una isomerasi che ripristina l'11-cis-retinaldeide).
<tratto da supplemento del giornale, La Repubblica>