...da alcune lettere dell'Ottocento tra innamorati
Alcuni giorni fa mi è capitato di andare nella soffitta di una mia anziana zia e di incappare in un libro dei primi dell'Ottocento "Il Segretario Universale" e che rappresentava una guida per la compilazione di diversi tipi di lettera, tra cui quelle fra due innamorati. Ho iniziato per divertimento a leggerne alcune e tra queste ne ho scelte tre che rappresentano situazioni diverse: una lettera di rimprovero, una di rottura e infine una di accomodamento.
Lettera di rimprovero
Signorina,
Sono a Voi con il cuore straziato. Dopo avermi fatto nuotare in un mare di dolcissime speranze, Voi vi compiacete tanto di tormentare il mio cuore che sapete tutto vostro. Non posso soffrire ulteriormente...
Vi vedo sempre ridente, scherzosa, vivace oltremodo con il Signor Arturo, mentre per me non mostrate che freddezza ed indifferenza. Voi più non mi amate! Non mi avete forse mai amato! Ed io che formai la mia felicità nell'adorarvi e nel sottopormi pazientemente a tutti i vostri capricci! Non ardisco parlarvi di amore perché deve esservi di peso, poiché temo che il vostro cuore sia occupato altrove; ma forse verrà il giorno in cui deplorerete di aver tradito un uomo, il quale malgrado la vostra ingratitudine, si dice ancora vostro.
Sincero amante
Ulrico V.
Lettera di rottura
Signorina,
Per molto tempo credetti esistesse fra noi una scambievole simpatia ed io, su questa fondavo tutta la mia felicità.
Oggi ho perduto ogni illusione: mi sono persuaso purtroppo che il vostro affetto non è per me: Ne ho sofferto e ne soffro ancora, ve lo assicuro, ma cercherò di farmi forza e voglio sperare di ottenere da un altro cuore quanto il vostro mi ha negato, dopo avermi fatto sperare.
Dimentichiamo adunque i nostri giuramenti; io vi sciolgo dai vostri, perché ormai mi sento incapace di mantenermi fedele ai miei.
Il tempo ci ha messo alla prova, ci ha persuasi che le nostre due esistenze non erano fatte per essere unite, sicchè null'altro ci resta che di rompere ogni relazione fra noi esistita.
Devoto servo
Michele B.
Lettera di accomodamento
Signorina,
Perdonatemi, ve ne prego. Siete voi che mi avete fatto divenir pazzo. Io riconosco i miei torti, ve li confesso, e ne farò ammenda gettandomi ai vostri piedi, implorando la vostra grazia...
Che ho mai fatto?
Oh sciagurato che sono! Dopo i miei fatti verso di voi, crederete ancora alla mia costante e viva tenerezza?Pensateci: l'eccesso del mio amore per voi mi ha turbato lo spirito e fu cagione del traviamento di cui potete accusarmi.
Siate dunque indulgente e questa lettera vi giungerà irrorata dalle mie lacrime ed io sarò inconsolabile sino a che sarà perdonato il mio errore! Oh signorina, credetemi, il mio rispetto, la mia sottomissione ai più piccoli vostri desideri vi attesteranno d'oggi in poi la sincerità del mio amore dedicato alla più bella, alla più amabile ed alla più generosa delle donne.
Nella dolce lusinga di un generoso perdono, ardisco ancora dirmi vostro umile, devoto
Affezionato amante
Gino C.
Che ne pensate? In un primo tempomi sono detta "frasi d'altri tempi" ma poi nel trascrivere queste lettere ho pensato che i sentimenti sono sempre gli stessi di allora, cambiano le parole ma la sostanza è sempre quella..
