La Novella di Natale di Ugo Zannoni
Proseguiamo la carrellata delle poesie sul Natale: La Novella di Natale
Che ciangottare allegro di fringuelli
sotto la cappa nera del camino!
Nonnetta conta un saggio raccontino
a una covata rosea di monelli.
Pendon dal vecchio tronco i ramoscelli
novi e ridon d'un sorriso cristallino:
- Nonna, nonna, perché Gesù Bambino
porta pochi gingilli ai poverelli?
Ma la notte si china sulle teste
bionde dei bimbi a nuvolette rosa
a riempir di sonagli le foreste.
Conta la nonna... e già i cerulei occhi
chiusi dentro due petali di rosa
sorridono al Bambino con i balocchi.
Ecco, qui ci troviamo in una scenetta soffusa di freschezza e di poesia.
Immaginiamoci uno stuolo allegro di bimbi che è tutto intento ad ascoltare le parole della nonna che racconta di Gesù Bambino. I nipotini ascoltano intenti e sorridono felici pensando ai balocchi che riceveranno ma, come spesso accade ai bambini, guardano in faccia la realtà e non li sfugge il contrasto tra i numerosi giocattoli che ricevono i bimbi ricchi e i <pochi gingilli> ai <poverelli>.
Ma la nonna continua il suo racconto...ed ecco sopraggiungere la benefica notte a dispensare doni uguali per tutti: i sogni meravigliosi che allietano i sogni dei bimbi. E così, chiusi gli occhi, essi vedono Bambino Gesù carico di doni per tutti.
E' l'inconscia poesia dei bimbi che riempie <di sonagli le foreste> e vede nel più povero dei giocattoli un mondo pieno di magia.