Tamara de Lempicka
Tamara de Lempicka, protagonista degli anni tra le due guerre, diviene una figura rappresentativa dell'Art Déco, incarnando la spregiudicatezza di un periodo di conquiste artistiche e intellettuali per le donne. La stampa la descrive come un'artista aristocratica, libera e trasgressiva. La sua arte è in linea con le ideologie delle avanguardie (cubismo e futurismo) degli anni Venti.
Tamara Rosalia Gurwik-Gorska, nota con il nome del primo marito Tadeusz Lempicki, affermava di essere nata a Varsavia nel 1902, in realtà i documenti affermano che la nascita risalga a tre anni prima. Ha avuto due mariti, una figlia, e molti amanti, sia uomini che donne.
.Alla fine degli anni Venti è un'artista ricca ed affermata, espone alle principali mostre francesi e le più famose riviste le dedicano articoli e copertine.
La sua ispirazione all'arte rinascimentale viene celata dai tratti moderni e decisi ma non può sfuggire ad un attento conoscitore dell’arte classica.
Tamara de Lempicka gioca sui colori, gli rende essenziali e protagonisti delle sue opere. Il nero diventa luce, le figure sono spigolose ma sensuali, cariche di tensione, apparentemente statiche.
Gli sguardi sono sempre intensi e quasi maliziosi, come nel ritratto alla figlia Kizette sulla soglia dell’adolescenza, vestita di un rosa quasi candido, seduta mentre legge un libro con le gambe piegate, la gonna plissettata e i piedi incrociati.
Famosi i quadri dedicati alla sua amante Rafaëla, esplosione di sensualità, labbra rosse e corpo giunonico che rispecchia tutto il coinvolgimento erotico e passionale.
Ed infine le nature morte, che rappresentano oggetti di uso quotidiano e frutta, in cui viene meno l'accuratezza nei dettagli e più concentrazione a sottolineare gli elementi, attraverso passaggi di colore.
Muore nel 1980 e le sue ceneri sono disperse sul cratere del vulcano Popocatépeti (Messico) come lei stessa aveva richiesto.

