Incontinenza urinaria femminile: cause e terapia
L'incontinenza urinaria è l'impossibilità di trattenere l'urina nella vescica. Questo difetto può essere totale o parziale, nel senso che, nel primo caso l'ammalata non trattiene neanche la minima parte di liquido, mentre nel secondo caso il difetto di contenzione è solo parziale. Molto spesso questo disturbo incomincia nella posizione eretta o sotto sforzo o in seguito a colpi di tosse e colpisce le donne soprattutto quelle di età avanzata, oltre i sessant'anni.
Fattori determinanti e diagnosi
Nella donna, i fattori possono essere molteplici:
- scarsa attività fisica che contribuisce a un aumento del peso corporeo;
- infezioni ricorrenti alle vie urinarie, come le cistiti;
- difetto di meccanismo sfinterico di origine congenita;
- diminuzione in età avanzata dell'azione di sostegno della vagina;
- depressione endogena e menopausa, dove il calo di estrogeni determina un abbassamento della tonicità muscolare.
Esistono anche fattori che aumentano il grado di incontinenza, come ad esempio il parto, un fattore che predispone a questo disturbo, e gli interventi chirurgici nella zona pelvica.
La diagnosi è, in genere, formulata dalla paziente stessa quando si rende conto che non riesce più a trattenere l'urina in modo più o meno completo. Lo specialista avrà il compito di convalidarla o meno, verificando se la vescica risulta effettivamente vuota al cateterismo, e determinare l'entità del disturbo.
La cistografia ha il compito di dimostrare efficacemente quale sia lo spostamento del collo vescicale verso il basso, a dimostrazione che l'effetto principale risiede nel mancato sostegno del piano pelvico.
La terapia
La terapia in caso di incontinenza modesta si basa sulla somministrazione di ormoni antispasmodici e parasimpaticolitici.
In alternativa o in parallelo alla terapia farmacologica si può associare quella fisioriabilitativa detta rieducazione pelvica che si basa sulle possibilità di sollecitare e abituare la paziente all'autogestione delle contrazioni.
Il suo scopo è quello di rinforzare la muscolatura pelvica attraverso esercizi fisici specifici o con l'utilizzo di apparecchiature elettriche per la stimolazione passiva.
Solamente nel caso di forme gravi di incontinenza si deve ricorrere alla terapia chirurgica che si prefigge lo scopo di sollevare e spostare in alto il collo vescicale, in modo da ristabilire quell'angolatura che esisteva tra collo vescicale e uretra.
I risultati sono in genere buoni, tuttavia alcune volte possono avvenire delle recidive.
