I monasteri medievali e il loro ruolo nello sviluppo delle piante officinali
di Julie
Foto Flickr di Fiore S. Barbato
Durante il Medioevo il rapporto dell'uomo con la natura era spesso collegato alla superstizione.
Ecco perciò che si riteneva che le foglie fritte di menta selvatica date ad una donna incinta preservassero il neonato dalle fratture o che la verbena fosse un ottimo rimedio per il mal di testa ma se solo raccolta il giorno di San Giovanni che è il 24 giugno.
Nel Medioevo poi le quattro Repubbliche marinare rappresentano un punto molto importante per il commercio di piante officinali.
Un ruolo però molto significativo è da attribuirsi ai monasteri.
Lo studio della medicina diventa un compito dei monaci che quindi coltivano piante medicinali per curare i malati.
E precisamente la tradizione botanica e farmaceutica si sviluppa all'interno del monastero e precisamente nell'hortus simplicium o hortus medicus, un orto in cui venivano coltivate erbe officinali "semplici" e "composte" queste ultime, facendo riferimento a erbe combinate fra di loro per ottenere sostanze medicamentose.
Annessi agli orti sorgono gli armaria pigmentariorum, un embrione delle prime farmacie monastiche e luogo in cui vengono conservate le piante officinali.
Con l'apporto della medicina araba, i monasteri progrediscono e subentra anche l'utilizzo del processo di distillazione, fondamentale per aprire la strada alla estrazione dei principi attivi delle piante.
All'inizio del Cinquecento appaiono poi, i primi erbari secchi che permettevano una rapida identificazione della pianta. Sempre nel Cinquecento, Paracelso, fondatore della botanica sistematica, comincia ad occuparsi di studi chimici; da questo momento la scienza inizia a basarsi sul principio attivo della pianta e le sostanza che vengono estratte sono utilizzate da una nuova figura, il farmacista che prende il posto dello speziale.
Solo dopo il 1700 si sviluppa la fitoterapia moderna, parallelamente al progredire della chimica, della botanica e della medicina.
La chimica farmaceutica nasce nel XIX secolo, preceduta dall'alchimia e dalla ricerca di rimedi naturali.

